Banalità del fantasy

libri, fumetti o elenchi telefonici.. cosa ti piace leggere?

Banalità del fantasy

Messaggioda Carpanet » gio 6 apr 2006, 9:40

Ho constatato, aprendo qualche testo in libreria, di non essere più capace/voglioso di leggere nuovi testi fantasy. Mi colgono immediatamente per quella che a me pare una estrema banalità/ripetitività. Fatte salve le due eccezioni Tolkien e Martin, dei quali ho letto tutto quello che è stato pubblicato, il mio "calderone dei cattivi", quelli di cui ho un'esperienza diretta estremamente negativa sono Goodkind, Salvatore, Weys-Hickman (eccezione per un paio di volumi del ciclo di deathgate, forse), Brooks, Rowling (ammesso e non concesso di mettere quella "sottospecie di pagliacciata"-IMHO- tra i libri fantasy), Zimmer-Femminist.
Tra quelli che non sono riuscito nemmeno ad aprire Gemmel, Jordan, Licia Troisi, Eddings, Paolini.

In pratica, sto trovando conferma di quanto hanno scritto in un ottimo saggio Del Corso e Pecere.
Ecco io vedo mio padre, ecco io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco io vedo tutti i miei parenti defunti dal principio alla fine, ecco ora chiamano me, mi invitano a prendere posto tra di loro nella sala del Valhalla dove l'impavido può vivere... per sempre!
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Re: Banalità del fantasy

Messaggioda Stea » gio 6 apr 2006, 13:19

C'è anche da dire che hai acquisito un'esperienza tale che ogni cosa non può che rischiare di risultare già vista, e in questa sua mancanza di originalità la percepisci come "scadente" percui di poco interesse.
Facevo la stessa osservazione anche io, che sicuramente ho letto molto meno di te, andando più semplicemente a valutare quanto siano ripetitive le storie anche all'interno dei films o di una partita a qualche gioco:
- rapimenti
- scontri
- ricerche
- viaggi
raramente hanno qualcosa di "nuovo" agli occhi di chi ha già assimilato molte storie contenenti frammenti dei suddetti punti.
Percui definirei "fisiologica" la tua constatazione :P e non tanto un problema di incapacità tue ma trattasi di un punto "di passaggio e di arrivo" inevitabile.

Molto probabilmente la vera novità in grado di stimolare voglie e interessi si trova nascosta in qualche recondito angolo di mondo, circondata da novità già consumate e ben più facili da raggiungere, che la coprono.
Se tu dovessi scrivere un libro, e volessi metterci dentro qualcosa che ti piace, cosa ci metteresti dentro?
Quel che ci metteresti, è nuovo o già similmente creato e trito e ritrito in molte salse da altri autori?

Credo che la soluzione al dilemma sia tutta qui.
E' un po' come quando crei un'avventura per una partita a gdr e nel gruppo dei giocatori c'è gente che ha già giocato con te tante volte: è difficile ripetere avventure simili, con la consapevolezza che trascinerebbero il gruppo con un successo molto inferiore rispetto a quello che avrebbe un'avventura contenente grosse novità (dove spesso la novità sta proprio negli intrighi, in quella parte di storia e vicende che è unica e difficilmente potrebbe riadattarsi ad altri luoghi e altri personaggi).



Dune, di Herbert, lo hai mai letto?
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Re: Banalità del fantasy

Messaggioda Carpanet » gio 6 apr 2006, 14:03

Stea ha scritto:Se tu dovessi scrivere un libro, e volessi metterci dentro qualcosa che ti piace, cosa ci metteresti dentro?
Quel che ci metteresti, è nuovo o già similmente creato e trito e ritrito in molte salse da altri autori?
(cuttone)
Dune, di Herbert, lo hai mai letto?


Allora, non so bene cosa metterei in un libro, ci devo pensare attentamente. Ma so cosa mi piace mettere nelle campagne di gioco di ruolo che masterizzo da tanto tempo. Ultimamente, non lo dico per vantarmi quanto per aggiungere qualcosa alla discussione, i giocatori apprezzano. Quindi probabilmente il fruitore standard del fantasy che io masterizzo non vuole nuovi scribacchini dopo Tolkien che non siano estremamente geniali (Martin), ma vuole egli stesso scrivere, giocare, narrarsi, sognare la sua epopea. Questo sicuramente era impossibile in un MUD malamministrato, ma è molto possibile nei miei gruppi di gioco.

Ho letto Dune di Herbert, dal primo al settimo, senza i preludi. Ma la reputo fantascienza :)
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Re: Banalità del fantasy

Messaggioda Sunny » ven 12 mag 2006, 13:08

Io posso dare una risposta al tuo dilemma. Dovevi prima leggertiti Dragonlance di Weiss-Hickman e Salvatore da piccino e poi passare a scrittori più... come dire... "scrittori?" tipo Martin, Tolkien...

Io sono riuscito ad apprezzare anche Eragorn e Eldest di Paolini.. le prime pagine sembrano molto infantili ma il romanzo è tutto in crescendo ;-)
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Re: Banalità del fantasy

Messaggioda Sakazaki » ven 14 lug 2006, 14:26

Sunny ha scritto:IIo sono riuscito ad apprezzare anche Eragorn e Eldest di Paolini.. le prime pagine sembrano molto infantili ma il romanzo è tutto in crescendo ;-)


Ora che ho avuto modo di prendere visione dei due libri suddetti posso dirlo... preferivo non sapere della loro esistenza.

Rilancio con un'alternativa: la trilogia de queste oscure materie
Composta da:
a Bussola d'Oro
La Lama Sottile
Il Cannocchiale d'Ambra

Appena ho un po' di tempo ci scrivero' sopra anche una recensione nel mio blog (cosa che non faro' per i libri di Paolini :P )
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